Botteghe artigiane, patrimonio del Valdarno e della Toscana - Gianni Somigli


L’artedel vetraio, l’arte del falegname, l’arte del ceramista. Nelle terre dell’arte,il talento dell’uomo trova la propria sublimazione nella figura dell’artigiano.Outlet, supermercati, centri commerciali di dimensioni giganti: tutti postimolto belli, moderni e spesso a buon mercato. Ma avete mai provato ad entrarein una vera e propria bottega artigiana?
 
Intorno aFirenze sono moltissime le botteghe artigiane ancora in attività. In effetti,fino a metà del secolo scorso, la provincia era per lo più popolato da quelleche con termini moderni si chiamano “piccole medie aziende”. Un termine freddoche ha soppiantato il romanticismo, ma non fino in fondo. Tuttavia, pur essendouna razza in via d’estinzione da tempo, i mastri artigiani continuano ad esserel’emblema dell’industriosità e della creatività tutta fiorentina, tuttatoscana.
 
A pochichilometri dalla Tenuta Il Burchio è possibile trovare gli artigiani delmobile, che hanno come propria patria Tosi e Reggello; e se i maestri del“cotto fiorentino” vivono all’Impruneta, quelli della ceramica gravitanointorno a Montelupo Fiorentino. Ma è passeggiando per le strade di FiglineValdarno, San Giovanni Valdarno o Terranuova Bracciolini, per non parlare delleviuzze più nascoste e preservate di Firenze, che si incoccia nelle vetrinespesso impolverate o nelle insegne dipinte a mano degli impagliatori di sedie,dei corniciai e dei doratori, degli scultori, dei ciabattini.
 
Unpatrimonio che le istituzioni stanno cercando di salvare dall’oblio e dallacontemporaneità, dove le parole d’ordine si basano tutte sul “poco”: pocotempo, poco costo, poca qualità. La filosofia dell’artigiano ha i suoi tempi, isuoi costi, una qualità assoluta. Esattamente come l’artista. Forse, piùdell’artista.